CONTRIBUTI AFFITTO: MONTI IL (NON) AIUTO AGLI INDIGENTI

MENTRE I “DEMOCRATICI” STANNO A GUARDARE..

 

 

Nel 1988 con la legge 431- era stato deciso di creare un Fondo Contributo Locazioni per le persone a basso reddito. Il contributo andava alle Regioni che le  passavano ai Comuni per il Bando e l'erogazione  a chi ne aveva diritto.

Il Governo Berlusconi ridusse tale contributo in maniera progressiva nel bilancio di ogni anno fino a fissarlo a ben poca cosa, comunque sempre una goccia nel portafoglio di quanti disoccupati, pensionati, persone anziane e/o basso reddito faticano a tirare  avanti  alla fine mese.

Il Governo Monti ha voluto “semplificare” il problema togliendo dal Bilancio totalmente  tale   contributo. Quindi anche a Genova il Comune non ha potuto emettere il Bando e chi aspettava ogni anno quel piccolo aiuto rimarrà a bocca (anzi a portafogli ) asciutta.

Mentre  la Regione Lombardia oltretutto (mal)governata dalle destre, ha creato, sia pure per salvare la faccia, un Fondo Disagio  Acuto per intervenire dopo il mancato rinnovo della Legge  431  e diversi comuni, da Como a Latina, hanno comunicato che cercheranno di andare  avanti  nel 2012 fino al limite delle risorse, la Regione Liguria retta da una Giunta che si qualifica come democratica  si è  guardata bene anche dal  versare la parte di sua spettanza al Comune di Genova impedendo così  il rinnovo di un Bando magari con modalità più restrittive.

Dopo la comunicazione della “bella” notizia, dalla Regione e dal Comune silenzio assoluto.

Lo scorso anno gli sfratti per morosità sono cresciuti  a Genova e  sembra che un inquilino su 5  rischi di perdere la casa...

Ciò  creerà problemi anche a quei piccoli proprietari di immobili (magari con un solo appartamento) che  sull' affitto  contavano per  far quadrare il bilancio famigliare.

Ora ci chiediamo se  i compagni Burlando e Doria si vorranno  interessare del problema cercando una soluzione per aiutare quanti contavano su questo aiuto, tenendo conto che dei cittadini che per loro magari hanno sempre votato, si dovrebbero ricordare non solo in periodo elettorale ma nei momenti di maggiore difficoltà.

Ma a parte le amministrazioni di Regioni  e Comuni sul piano locale, su quello nazionale ci chiediamo  cosa ci sta a fare un Partito Democratico che appoggia un Governo che guarda alla finanza europea e non alla miseria crescente nel paese, del quale sono di conseguenza complici

Altro  che primarie!

Prima ci sono i problemi dei cittadini, in maggioranza proletari a cui si rivolgono per elemosinarne il voto.

Tanto gli eletti, con gli stipendi non certo da lavoratore o pensionato che si  ritrovano non hanno difficoltà nel cerca casa.

 

Sergio Guerrieri

 

Circolo Culturale Proletario

 

Ottobre 2012